STUDI DI SETTORE : CONFRONTI DEGLI AMMONTARI RIFERITI AI RICAVI RITENUTI CONGRUI CON I RISULTANTI DI UNA INDAGINE CAMPIONARIA LOCALE E CON GLI INDICI DEI PREZZI E DELLA REDDITIVITA’ CALCOLATI DALL’ISTAT PER TUTTE LE PROVINCE D’ITALIA .
Lo scrivente ha condotto un’indagine campionaria con la collaborazione dell’ASCOM Rieti e degli studi professionali di vari colleghi operanti su Rieti e Provincia .
Con riferimento a detto territorio ed all’anno 2004 sono stati esaminati i ricavi di un campione di piccole imprese edili , di un campione di imprese di riparazione auto, di un campione di commercianti al minuto di carni , di un campione di commercianti al minuto di confezioni per adulti, di un campione di commercianti al minuto di mobili , di un campione di bar , di un campione di ristoranti e di un campione di studi legali .
Il campione relativo alle piccole imprese edili è quello di maggiore interesse sia per la numerosità che per il significato dei confronti dei dati ottenuti con quelli ricavati dagli studi di settore ( ottenuti questi ultimi sia con i software Gerico 2004 , Gerico 2005 e Gerico 2007 ) .
Sono stati analizzati i dati di 12 imprese edili
operanti nella Provincia di Rieti ed occupanti un numero di addetti da
La variabilità dei ricavi in tale settore di attività risulta notevole in quanto la deviazione standard supera il 100% del dato medio e le oscillazioni Gaussiana e di Student come sopra definite evidenziano un margine di oscillazione, compreso del 95% dei casi, che porta ad accettare la possibilità che, nel 2004 , i ricavi di tutte le imprese del tipo citato operanti nella Provincia di Rieti possano aver assunto valori compresi tra Euro 32.000,00 circa ed Euro 210.000,00 circa .
Utilizzando il software Gerico del 2005 per le imprese edili di cui alla tipologia descritta si ottiene un ricavo congruo ( qualunque sia l’ubicazione della sede in Italia ) di circa 98.000,00 Euro pari all’81% circa del reddito medio del campione nonché al 109% circa della minima stima della media effettuata con la Curva di Gauss e pari ad Euro 46.898,00 ed al 159% circa della minima stima della media effettuata con la Distribuzione T di Student e pari ad Euro 37.796,00 .
Il significato pratico di tale osservazione è che non meno del 22 - 23% delle imprese del tipo indicato consegue ricavi non congrui e, in caso di adeguamento , dovrebbe pagare le imposte su redditi superiori al doppio di quelli conseguiti ( anche perché in corrispondenza di maggiori ricavi non vengono ammessi in detrazione maggiori costi in quanto non documentati e ciò viola palesemente il principio di capacità contributiva di cui all’Art. 53 della Costituzione ) .
Se l’Agenzia Entrate utilizzasse come ricavo congruo la stima minima della media effettuata con la Distribuzione T di Student ( pari ad Euro 37.796,00 ) solamente l’1% circa risulterebbe non congruo mentre con l’adozione di quella effettuata con la curva di Gauss ( pari ad Euro 47.989,00 ) la non congruità si riferirebbe ad una stima dell’8 % delle imprese citate ( questi due valori minimi potrebbero essere considerati come riferimenti sufficientemente vicini alle realtà aziendali che dichiarano valori molto bassi e pertanto sospetti ) .
I dati innanzi indicati si riferiscono a stime di medie campionarie per cui la loro adozione comporta necessariamente l’accettazione di oscillazioni che potrebbero danneggiare ulteriormente la singola impresa marginale .
Il fatto di non aver differenziato in modo significativo i ricavi considerati congrui per regione e per provincia ha comportato una discriminazione a svantaggio delle zone più povere della penisola .
E’ opportuno considerare che , nel 2006 , il valore aggiunto pro capite degli abitanti della Provincia di Rieti è stato pari al 59% di quello degli abitanti della Provincia di Milano mentre con riferimento al prezzo al mq. di un appartamento in zona semicentrale il rapporto è stato del 42% ( dati rilevati dall’ISTAT e riportati anche nel quotidiano “ Italia Oggi “ ) .
L’ISTAT nell’indagine sulla distribuzione del reddito familiare nel 2005 in Italia ha rilevato il reddito familiare medio delle regioni meridionali per detto anno nella misura del 76% del corrispondente dato delle Regioni del Nord Italia e nella misura del 83% della media nazionale .
Il Programma Gerico , in nessuna delle versioni relative agli anni 2004 , 2005 ,2006 e 2007 , considera minimamente le differenze suindicata e attribuisce anche alle imprese edili del tipo innanzi descritto con sede nella Provincia di Milano un ricavo congruo di circa 98.000,00 Euro .
Ciò aggiunge una ulteriore motivazione che consiglia l’adozione dei valori minini innanzi descritti come dati di riferimento per la ricostruzione dei ricavi .
Se si utilizza il Software “ Gerico 2007 “ per effettuare il calcolo del ricavo “ congruo “ si ottiene un ammontare di circa Euro 167.000,00 . L’incremento è del 70 % circa a fronte di un tasso di inflazione del periodo 2005/2007 misurato dall’ISTAT nella misura di circa il 3,6 % e di un tasso di crescita del PIL quantificabile nel 3,9 % ( dato destagionalizzato ) .
Tale cospicuo incremento si giustifica, pertanto , solamente con l’intendimento, da parte dell’Amministrazione Finanziaria , di elevare il ricavo di riferimento per costringere gli operatori economici a pagare maggiori Imposte Dirette ed IVA senza alcuna relazione con la effettiva situazione economica e finanziaria degli stessi .
Con gli ammontari dei ricavi presunti aumentati del 70% senza alcuna logica giustificazione rendono non congrui circa il 94% degli imprenditori del tipo citato ( stima effettuata con l’utilizzo della Distribuzione di Gauss : la Distribuzione T di Student dà un risultato analogo ) e rendono le ricostruzioni effettuate con gli Studi di Settore prive dei requisiti di gravità precisione e concordanza previsti dall’Art. 2729 del Codice Civile .
Analizzando il campione ( di 12 unità ) riferito agli Studi Legali si osserva che il dato congruo dei ricavi calcolato con Gerico 2005 si attesta intorno ai 16.000,00 mentre il dato medio campionario è pari ad Euro 44.520,08 .
Il dato presunto, pertanto, è pari al 36% circa della media del campione ed al 75% circa della minima stima della media calcolata con la Distribuzione di Gauss( pari ad Euro 21.387,00 nonché al 77% circa della corrispondente stima calcolata con la Distribuzione T di Student .
La non congruità per gli anni 2004 e 2005 , nel caso in esame, colpisce non più del 5,2% di tali operatori economici e pertanto solamente i casi marginali .
Il dato congruo dei ricavi calcolato con Gerico 2007, invece, si attesta intorno ai 43.000,00 Euro con un incremento rispetto del 2005 del 169 % circa a fronte di un tasso di inflazione del 3,6% circa e di un tasso di crescita del PIL del 3,9% circa ( dato destagionalizzato ) .
Quest’ultimo dato è pari al 97% circa del dato medio campionario
ed al 201% della stima minima suindicata . Utilizzando tale paramentro la platea degli studi legali non congrui si eleva fino ad oltre il 44% circa .
In questo caso si può affermare che mentre l’applicazione di Gerico 2005 produce un ricavo presunto che può costituire approssimativamente un indice di riferimento quello ottenuto con Gerico 2007 è del tutto errato e non può assolutamente essere considerato una presunzione grave, precisa e concordante .
Analizzando i risultati ottenuti con l’applicazione di Gerico 2005 e Gerico 2007 ai dati riferiti a 6 attività di bar e caffè si può osservare che i ricavi ritenuti congrui sono direttamente legati al costo delle materie prime utilizzate nel corso dell’anno .
In particolare , eccezion fatta per i casi marginali , i ricavi sono ritenuti congrui se i corrispondenti costi delle materie prime utilizzate rappresentano una quota degli stessi compresa tra il 45% ed il 60% ( la percentuale cresce con l’aumentare dell’entità dei costi citati ) .
Non si rilevano significative differenze tra i risultati ottenuti con GERICO 2005 e quelli ottenuti con GERICO 2007 .
Le analisi dei risultati ottenuti con riferimento alle attività di Commercio al Dettaglio di Confezioni per Adulti evidenziano una marcata correlazione tra i redditi dichiarati ed i corrispondenti ricavi ( indice R = + 0,85 ) .
Analizzando i risultati ottenuti applicando GERICO 2005 ai dati del campione di 5 unità ( nonché ad innumerevoli dati di prova derivati dal campione ) si può osservare che i ricavi presunti sono strettamente legati al costo delle merci vendute con una percentuale di ricarico fortemente decrescente al crescere dell’ammontare del costo citato .
Con un costo del venduto di Euro 100.000,00 Gerico 2005 considera congrua una percentuale di ricarico del 73% ; se tale costo sale ad Euro 200.000,00 , 300.000,00 e 500.000,00 le percentuali di ricarico corrispondenti considerate congrue sono 46 , 37 e 30 .
Ciò penalizza fortemente gli esercizi più piccoli che non sempre compravendono vestiario di lusso che consentirebbe utili lordi più alti e che subiscono la forte concorrenza dei centri commerciali ( che operano a prezzi marginali ) .
Nel campione considerato solo in un caso è stato superato il 30% di utile lordo mentre la maggioranza dei casi si è attestata intorno al 25- 28 % .
Il ricavo medio ammonta ad Euro 418.975,00 mentre quello considerato Congruo da Gerico 2005 ( per imprese del tipo considerato nel campione ) ammonta ad Euro 466.000,00 .
Utilizzando Gerico 2008 con i dati campionari citati si ottengono dei risultati di congruità analoghi a quelli ottenuti con Gerico 2007 ( per quanto riguarda gli Studi Legali è stato confermato l’eccessivo incremento dei ricavi presunti adottato nel 2007 e sono state introdotte solamente delle differenziazioni locali a favore dei centri abitati più piccoli con una riduzione del 29% circa del ricavi presunti .
Non è stato introdotto alcun meccanismo di differenziazione, invece , nei confronti di tutti i capoluoghi di provincia dell’Italia continentale in modo da far coincidere il ricavo presunto dell’avvocato che opera a Parma e di quello che opera a Cosenza .
Tale rilevante oscillazione delle percentuali di ricarico assunta con Gerico dall’Amministrazione Finanziara contrasta, inoltre, con la marcata correlazione ( R = + 0,85 ) rilevata nel campione tra redditi e ricavi corrispondenti che vede i due gruppi di dati crescere in modo pressoché corrispondente .
Nel settore del commercio delle carni ( macellerie ) si riscontra lo stesso tipo di problema : il programma Gerico 2005 calcola un utile lordo delle vendite decrescente con l’aumentare dei ricavi : si passa dal 28 % con un ammontare ricavato di Euro 25.000,00 al 24% con un importo di Euro 65.000,00 al 17% con un volume d’affari di Euro 217.000,00 .
Anche in questo caso la Correlazione misurata tra redditi e ricavi del campione esaminato è molto elevata ( R = + 0,98 ) per cui si può assumere che lo sia anche tra le percentuali di utile lordo ed i corrispondenti ricavi .
Con l’utilizzo del Programma Gerico 2007 le percentuali di utile lordo relative ad un ricavo di Euro 25.000,00 salgono irragionevolmente ad oltre il 33 % circa .
Ciò dimostra che l’Amministrazione Finanziaria ha inteso penalizzare coloro che dichiarano ricavi più bassi in quanto non ci sono evidenze di un mutamento significativo della percentuale di utile lordo al variare dell’ammontare dei ricavi .
In conclusione si può ragionevolmente affermare che le ricostruzioni dei ricavi ottenute con l’utilizzo degli Studi di Settore non possano in alcun modo costituire una presunzione semplice grave precisa e concordante di cui all’ Art. 2729 del Codice Civile .
Non sussiste , infatti, il requisito della gravità in quanto i risultati ottenuti sono del tutto opinabili alla luce delle stime approssimative adottate dalle versioni Gerico 2005, 2007 e 2008 che comunque hanno escluso dalla congruità ricavi prossimi alla media della distribuzione anziché in posizione marginale , non sussiste il requisito della precisione in quanto non si è tenuto conto delle evidenti differenze economiche riferibili alle varie regioni e province italiane non sussiste, infine , il requisito della concordanza in quanto gli incrementi dei ricavi imposti da Gerico 2008 e 2008 rispetto a Gerico 2005 contrastano con l’andamento del reddito nazionale, del PIL e dell’inflazione rilevati dall’ISTAT per gli anni citati ,
E’ del tutto arbitrario , ovviamente , considerare i risultati ottenuti con tali strumenti quali presunzioni legali relative e, a parere dello scrivente , potrebbero essere considerati semplici indizi i risultati ottenuti con Gerico 2005 opportunamente corretti con gli indicatori regionali e provinciali di valore aggiunto pro capite prodotto .
I risultati ottenuti con Gerico 2007 e 2008 sono errati in quanto basati su incrementi dei ricavi rispetto agli anni precedenti che sono smentiti da tutti gli indicatori di reddito , di PIL e di valore aggiunto elaborati dall’ISTAT e dagli altri Istituti di Ricerca Statistica accreditati a livello nazionale .
Rieti , Luglio 2008
Dr. Enrico Maria Ubertini
STUDI DI SETTORE : RAPPORTO TRA I RICAVI DI RIFERIMENTO PER I PROFESSIONISTI ( GERICO 2009)
ED I REDDITI FAMILIARI NETTI PER REGIONE RILEVATI DALL’ISTAT PER IL 2007 .
Un’ulteriore conferma dei dubbi sull’affidabilità delle ricostruzioni dei ricavi effettuate con i vari Software Gerico avanzati dallo scrivente nei precedenti elaborati viene dal raffronto con i redditi netti medi familiari rilevati dall’ISTAT per il 2007 ( ultima rilevazione disponibile ) .
Il sottoscritto ha calcolato l’indice di correlazione R ( di Bravais Pearson – Covarianza diviso la Radice del Prodotto delle Varianze preso con il segno della Covarianza ) tra la distribuzione regionale dei citati redditi medi netti familiari e quelle dei ricavi di riferimento adottati da Gerico 2009 per i Dentisti e gli Avvocati ripartiti per regione in base alla ubicazione dell’unità operativa ( ambulatorio o studio ) .
Poiché i dati di Gerico sono provinciali lo scrivente ha adottato i ricavi presunti riferiti ai capoluoghi di regione ( per la Calabria è stato utilizzato il dato di Catanzaro ) .
Le correlazioni evidenziate ( Tabella 1 ) sono poco significative : 0,56 per i ricavi di riferimento dei dentisti e 0,38 per i ricavi di riferimento degli avvocati .
Ciò fa presumere una impostazione dei coefficienti adottati per Gerico che prescinde dalle locali situazioni di mercato e che probabilmente ha l’intento di imporre ai professionisti dei minimi di reddito tali da assicurare all’erario delle entrate programmate in sede di redazione del bilancio di previsione della Pubblica Amministrazione .
I ricavi annuali dei dentisti, in particolare, non possono non essere considerati dipendenti dal reddito medio disponibile delle famiglie dove opera il singolo professionista , atteso che gli appartenenti a tale categoria difficilmente prestano servizi in regioni diverse da quelle dove è sita la loro unità operativa ( ambulatorio ) .
La situazione non subisce rilevanti modifiche se anziché usare la media si fa riferimento alla mediana che , in caso di distribuzione asimmetrica , si discosta sensibilmente dalla media ( l’ISTAT segnala che la maggioranza delle famiglie italiane ha conseguito nel 2007 un reddito inferiore a quello medio in conseguenza di un profondo divario territoriale nel paese ) .
L’indice R per i dentisti diminuisce fino a 0,53 mentre quello per gli avvocati si attesta a 0,39 .
Come già affermato nella precedente elaborazione del mese di Luglio 2009 ,si può senz’altro concludere che le ricostruzioni effettuate con gli Studi di Settore , anche nella versione Gerico 2009, non possono in alcun modo costituire una presunzione semplice grave , precisa e concordante di cui all’Art. 2729 del Codice Civile .
Nel caso di Gerico 2009 , infatti, è carente sia il requisito della precisione, in quanto non si è tenuto conto delle evidenti differenze economiche riferibili alla varie regioni ( e province ) italiane, che quello della concordanza a seguito del palese contrasto con i dati reddituali ( al netto delle imposte e dei contributi ) elaborati dall’Istat sulle famiglie italiane .
Aprile 2010
Dr. Enrico Maria Ubertini
STUDI DI SETTORE ( GERICO 2011 RIFERITO ALL’ANNO 2010 ) : RAPPORTO TRA I
RICAVI PUNTUALI DI RIFERIMENTO PER I DENTISTI E GLI AVVOCATI ED IL VALORE
AGGIUNTO PROVINCIALE PRO CAPITE RILEVATO DALL’ISTAT PER IL 2008
Ancora una
conferma sul mancato possesso , anche per le
ricostruzione dei ricavi effettuate con
Gerico 2011 , delle caratteristiche di gravità , precisione e concordanza
richieste dall’Art. 2729 del Codice Civile .
Lo scrivente ha calcolato l’indice di correlazione R ( di Bravais Pearson = Covarianza
diviso per la Radice del prodotto delle Varianze ) tra la distribuzione , tra
quindici Province principali italiane ,
oltre a Rieti, del valore aggiunto pro
capite rilevato dall’ISTAT per il 2008 e dei ricavi puntuali di riferimento
di uno dentistico medio ( senza
dipendenti e con un solo titolare ) e di un avvocato di circa 70 anni con uso
promiscuo dell’abitazione .
Considerando
tutte le Province esaminate ( vedasi tabella allegata
) , per il
dentista viene evidenziata una correlazione apprezzabile ( R = + 0,84 ) mentre
per l’avvocato il dato è senz’altro meno significativo ( R = 0,52 ) .
Ciò conferma
quanto evidenziato dal sottoscritto nelle osservazioni dell’Aprile 2010 . Per quanto riguarda gli Avvocati ,
infatti , i risultati ottenuti con Gerico 2009
per il 2008 hanno mostrato una scarsissima
correlazione ( R = 0,38 ) con i redditi familiari netti misurati a livello
regionale .
Se limitiamo
il calcolo della correlazione a quelle del Sud Italia tra le province
esaminate ( L’Aquila , Bari, Cosenza, Reggio Calabria , Olbia, Salerno e
Palermo ) il risultato cambia radicalmente
e diventa addirittura negativo ( R = -
0,31 ) per i dentisti e scarsamente
positivo ( R = 0,33 ) per gli
avvocati .
L’affidabilità
degli studi di settore
per il sud d’Italia ,pertanto, è ancora inferiore e sembra del
tutto arbitrario , per esempio, l’imposizione
ad un dentista di Cosenza , che ha un valore aggiunto pro capite pari al
73% di quello della Provincia di Olbia ,
di un ricavo puntuale di Euro
25.719,00 per il 2010 mentre il
collega che opera in quest’ultima può
limitarsi a dichiarare un volume d’affari di Euro 23.996,00 .
In
conformità con l’andamento del valore aggiunto il ricavo puntuale del dentista di
Cosenza non dovrebbe superare l’importo di Euro 17.500,00 e cioè il 68% circa
di quello , pari ad Euro 25.719,00 , arbitrariamente attribuitogli dall’Agenzia delle Entrate .
Un
analoga considerazione può essere svolta per gli
avvocati ( del tipo esaminato ) e con riferimento alle Province di L’Aquila e
Palermo . Mentre il valore aggiunto pro capite riferito a quest’ultima è pari all’ 82,5% della
prima l’ammontare dei ricavi di riferimento è quasi uguale ( per Palermo il
99,3% di quello dell’Aquila ) .
Una
discrasia emerge anche dal confronto dei dati delle province di Rieti e Roma
con riferimento sia
ai dentisti che agli avvocati .
Mentre la
prima , nel
Tale
penalizzazione emerge anche dal confronto Rieti - Milano : ad un valore aggiunto pari
al 61% di quello di Milano corrisponde un ricavo puntuale minimo dei dentisti
pari a 78% di quello riferito al capoluogo lombardo .
Anche se con
Gerico 2011 l’Agenzia delle Entrate, ha tentato di operare dei correttivi a
livello provinciale e locale più
incisivi rispetto alle versioni precedenti , permangono delle incongruenze con le risultanze del Sistema Statistico
Nazionale che impediscono di considerare le ricostruzioni effettuate con tale
strumento quali presunzioni gravi, precise e concordanti di cui all’Art. 2729
del Codice Civile .
E’ carente, infatti il requisito della precisione , in quanto non si è
tenuto conto in modo adeguato , come
anche in Gerico 2009 , delle differenze economiche riferibili alle varie
province nonché quello della concordanza in relazione al contrasto con i dati
del valore aggiunto pro - capite elaborati dall’ISTAT su base provinciale .
E’ molto
probabile , inoltre , che i parametri adottati per
le ricostruzioni siano stati influenzati
da trattative a livello locale e sindacale con l’Amministrazione Finanziaria in
modo tale da violare palesemente il Principio di Capacità Contributiva di cui
all’Art. 53 della Costituzione .
L’introduzione , con il D.L. n. 98/11 convertito con Legge n. 111 del 2011
, dell’accertamento induttivo puro , ex Art. 39 , 2° Comma , del DPR 600/73 a
seguito dell’omessa ed infedele indicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli Studi di Settore rischia di violare
il citato Principio di Capacità
Contributiva , attesa la sostanziale
inaffidabilità delle ricostruzioni effettuate con qualsiasi versione di
Gerico .
Unitamente
all’introduzione, ad opera dell’Art. 29 del D.L. n.
78/2010 , dell’Avviso di Accertamento con efficacia esecutiva decorsi 60 giorni
dalla notifica , il nuovo tipo di accertamento induttivo è in grado di porre in
essere veri e propri espropri dei beni del contribuente in violazione della
reale sua capacità reddituale .
Tutto ciò è
aggravato dall’inasprimento
delle sanzioni per mancata o errata
produzione dei dati in tema di Studi di Settore atteso che i dati
richiesti nella compilazione di Gerico e
della Dichiarazione dei Redditi , anche in tema di esclusione dagli Studi
stessi , non sono di univoca
determinazione .
Ottobre 2011
Dr. Enrico Maria Ubertini